Con l’approvazione del mio ordine del giorno alla Legge di Bilancio 2026, la Camera compie un passo significativo nel campo della salute pubblica: un impegno a promuovere la sperimentazione di un Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) dedicato al carcinoma mammario metastatico, all’interno delle Reti oncologiche regionali.
Si tratta di un passaggio verso un modello innovativo di oncologia territoriale, capace di coniugare prossimità, multidisciplinarità ed equità nell’accesso alle terapie – principi fondamentali del Servizio sanitario nazionale e del decreto ministeriale 77/2022 sulla riorganizzazione dell’assistenza territoriale.
Perché serve un PDTA specifico
Il carcinoma della mammella è la principale causa di morte oncologica tra le donne italiane. In fase metastatica, la malattia diventa una condizione cronica complessa, che richiede un coordinamento costante tra ospedale e territorio, un’assistenza prolungata e risorse sanitarie dedicate.
Oggi, tuttavia, mancano dati precisi sul numero reale di pazienti con carcinoma mammario metastatico – una lacuna che ostacola la programmazione dei servizi e genera forti disuguaglianze territoriali nei percorsi diagnostici e terapeutici.
Un PDTA dedicato, sviluppato in sinergia con le Reti oncologiche regionali, permetterebbe di uniformare gli standard di cura, facilitare l’accesso a sperimentazioni cliniche e migliorare la qualità di vita delle pazienti grazie al monitoraggio dei Patient Reported Outcomes (PRO), gli indicatori basati sulla percezione diretta delle pazienti rispetto ai trattamenti.
Dalla teoria alla sperimentazione
L’ordine del giorno approvato propone di avviare una sperimentazione pilota del PDTA per il carcinoma mammario metastatico, da monitorare attraverso AGENAS in collaborazione con enti di ricerca, associazioni di pazienti e istituzioni sanitarie.
L’obiettivo è delineare un modello nazionale replicabile, capace di ridurre le disuguaglianze nell’assistenza e di favorire la diffusione delle migliori pratiche tra le Regioni.
Il fulcro di questo approccio sarà la formazione interdisciplinare, l’uso di strumenti digitali per la condivisione dei dati clinici, e la presa in carico multidisciplinare, integrando la dimensione ospedaliera con quella territoriale – dalle Case della Comunità agli infermieri di famiglia, fino alla telemedicina.
Un impegno per la sanità del futuro
L’inserimento di questo impegno politico all’interno della legge di bilancio conferma la volontà di investire nella prevenzione e nella personalizzazione delle cure oncologiche, valorizzando il ruolo delle reti territoriali e la collaborazione tra istituzioni, ricerca e cittadinanza attiva.
Costruire percorsi strutturati per le pazienti con carcinoma mammario metastatico significa non solo migliorare i risultati clinici, ma anche riconoscere dignità, continuità e qualità di vita a migliaia di donne che affrontano una delle sfide più difficili della sanità moderna.