Commissione Affari Sociali - Camera dei Deputati

Il via libera della Commissione Affari Sociali al DL 95/2025 segna un passaggio decisivo verso un’economia più equa, vicina ai bisogni concreti dei cittadini e orientata a rafforzare i pilastri fondamentali del nostro Paese: salute, welfare, terzo settore e sviluppo.

Salute: investimenti strategici, non costi

Questo decreto sancisce un cambio di paradigma: la sanità non è una spesa da contenere, ma un investimento da potenziare. I numeri parlano chiaro:

  • 15 milioni di euro in tre anni (2025-2027) destinati agli IRCCS (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) per prestazioni dermatologiche di alta qualità;
  • 126 milioni di euro complessivi per rafforzare i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA): 42 milioni ogni anno fino al 2027 per migliorare la qualità dell’erogazione e l’innovazione nella ricerca;
  • Proroga al 2027 del finanziamento per prestazioni pediatriche ad alta complessità (es. trapianti allogenici) negli IRCCS;
  • 19 milioni di euro per il trattamento delle neoplasie maligne con tecniche all’avanguardia (adroterapia con ioni carbonio e protonterapia): tecnologie che pongono l’Italia all’avanguardia nella lotta ai tumori.

Terzo settore: motore di coesione sociale

Un altro fronte strategico del DL riguarda il rafforzamento del Terzo Settore, attore fondamentale del nostro welfare di prossimità:

  • +10 milioni di euro al Fondo per le attività di interesse generale nel 2025;
  • +1,2 milioni all’anno (2026-2028) per rafforzare i controlli e la trasparenza tramite le reti associative e i Centri di Servizio per il Volontariato;
  • +10 milioni al Fondo di Garanzia dedicato alle PMI del Terzo Settore, per garantire accesso al credito e sostenere l’imprenditorialità sociale.

Semplificata anche la rendicontazione dei fondi per la lotta alla povertà: fino al 2027 sarà sufficiente documentare il 75% delle spese della seconda annualità precedente per ottenere la quota di spettanza. Una misura che sostiene i territori senza appesantirli di burocrazia.

Payback sanitario: giustizia e sostenibilità

Una delle riforme più attese riguarda il cosiddetto payback sui dispositivi medici. Abbiamo lavorato per introdurre criteri più equi e sostenibili, preservando al tempo stesso le esigenze delle Regioni:

  • Le aziende potranno considerare assolto l’obbligo di ripiano con il versamento del 25% degli importi dovuti;
  • Stop alle nuove azioni esecutive e sospensione di quelle in corso fino a fine 2025, con blocco dei termini di prescrizione.
  • Le aziende che hanno già versato fino al 48% potranno scalare l’eccedenza dai ripiani futuri, senza oneri aggiuntivi per lo Stato.
  • Per aiutare le PMI coinvolte, sono previsti finanziamenti garantiti dal Fondo statale.

Non solo: è stato istituito un nuovo fondo da 360 milioni di euro per il 2025, che si somma agli 1.085 milioni già stanziati nel 2023, per coprire gli sforamenti del tetto di spesa 2015-2018.

Un modello sanitario vicino alle persone

Il DL 95/2025 rappresenta un tassello importante della riforma sanitaria che stiamo costruendo: un modello sempre più calibrato sul fabbisogno reale dei cittadini, che valorizza i presidi territoriali, l’innovazione e l’alleanza tra pubblico e privato sociale.

La salute è il cuore pulsante di una società che guarda avanti. Continueremo a lavorare con determinazione, trasparenza e spirito riformatore, perché il benessere delle persone non è mai una voce di spesa: è la voce più alta della politica.

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